Archivio Giugno 2009
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diciannovegiugnoduemilanove...CHE GIORNATA!!!
di STUDIO E20 (19/06/2009 - 23:55)
FINALMENTE è SUCCESSO: e non sono scappata…….
Io che sono abitualmente al di là della barricata, che passo intere giornate a programmare, a gestire, a risolvere e soprattutto a cercare di contenere l’ansia e l’emozione delle future Spose: ecco, sempre io, per un giorno sono stata Sposa. Contrariamente alle aspettative è successo: ho pronunciato il fatidico si, con gioia, tanto amore e una gran voglia di dirlo!
Come in un film, ma questa volta non nei panni di Jennifer Lopez in "Wedding Planner" ma di Julia Roberts in “Se scappi ti Sposo”: nessuno credeva l’avrei fatto. Non che non avessero fiducia nei miei sentimenti per il mio futuro marito ma è che io non sono mai stata il tipo. Il matrimonio l’ho sempre sognato, fin da bambina, ma non mi sono mai trovata nella situazione tale da dire che era la persona giusta. È capitato, invece, cinque anni fa quando ho conosciuto Massimo: il mio grande Amore. Non sono scappata anche se qualcuno ha voluto esserci per costatare di persona che avrei detto SI. Non sono scappata anche se qualcun altro mi ha chiamata poche ore prima per assicurarsi che avrei detto si: vi ho fregato tutti insomma, non solo non sono scappata ma ho anche detto si e sinceramente lo rifarei domani, dopodomani, altre 100 volte. È stato bellissimo: è troppo bello sposarsi!
questo il mio personalissimo diario di bordo di quel diciannovegiugnoduemilanove
18 giugno 2009
il giorno prima
il consiglio che si cerca di dare sempre alle Spose è di non fare nulla il giorno precedente il matrimonio, di rilassarsi, di dedicarsi all’estetista. Ecco proprio come ho fatto io: me la sono proprio goduta.
Ore 10.30, Omegna, estetista: maschera éclat jour pre-matrimonio. Una manna, dicono, prima del trucco. Un’ora di rilassamento totale.
Ore 12.00, Milano: ultime commissioni e, siccome ho avuto una defezione proprio il giorno prima e, siccome la mi’ cugina (bisognerebbe leggerlo alla Toscana), ha confermato la presenza del fidanzato, il mitico Francesco, super corsa a ritirare la cravatta del “bidonaro” (abbiamo fatto realizzare per i signori uomini cravatte uguali dello stesso colore) perché non potevo nemmeno pensare ad un ospite con una cravatta diversa da tutti gli altri: a me no, la piccola Hitler dell’organizzazione, non poteva proprio capitare. Tutto incastrato con precisione svizzera.
ore 13.00, Milano, estetista! (non sono impazzita ma i miei preparativi sono iniziati proprio così. Caterina, quella santa donna della mia estetista di Milano, dopo avermi fatto la prova trucco mi ha suggerito di trovare qualcuno che si occupasse di me il giorno delle nozze trovandosi lei a circa 100 km di distanza. E così ho fatto, ritrovandomi con due estetiste diverse, una a Milano – la mia città – ed una ad Omegna, la città che mi ha adottata) Quindi: doppia maschera perché mi spiaceva dire a Caterina, tutta entusiasta per le mie imminenti nozze, che ne avevo già fatta una ad Omegna (non volermene!!) meno di tre ore prima. Il risultato però sbalorditivo: una pelle di porcellana, tesa come le corde di un violino…nemmeno una ruga all’orizzonte.
Ore 13.00, Milano, estetista: mani, piedi, ceretta e maschera dunque.
Ore 15.00, Milano, le prime avvisaglie: telefonata del tipografo. I menu non si possono stampare nel verde richiesto ma solo in nero…e no, un giorno prima del matrimonio, No. E’ un anno che giro in lungo e in largo alla ricerca della tonalità di verde perfetto e adesso la cosa più semplice, il menu, stampato in nero…no, no, e ancora no e infatti, Ale ha fatto il miracolo. Il giorno dopo avrei avuto i miei bei menu verde oliva, o muschio, o British insomma diverse definizioni per lo stesso medesimo colore.
Ore 16.00, Milano, Va Manzoni – Atelier Domo Adami: ritiro dell’abito. Lo so è assurdo, consiglio sempre di ritirarlo qualche giorno prima perché non si sa mai, l’imprevisto dell’ultimo momento…e infatti: è successo a me! Andrea, il mio Andrea, colui che in meno di due minuti ha risolto il mio problema più grande, realizzando l’abito che sognavo, proprio lui, era in ritardo…un’ora di ritardo ed io ero solo a metà della mia giornata. Alle 17.30 mi aspettava la parrucchiera – ad Omegna - per la piega e poi via dal dentista per la pulizia. Risultato: alle 17.00 ero ancora in Via Manzoni in attesa del mio preziosissimo abito, appuntamento dal parrucchiere rinviato alle ore 8.00 del giorno seguente (e pensare che ho scelto di sposarmi la sera proprio nella speranza di dormire un po’ la mattina del matrimonio) e pulizia dei denti quasi a rischio.
Ore 19.30, Omegna, Studio dentistico: Pulizia.
Ma non bisogna dimenticare la mia professione e infatti la mia auto oltre a trasportare l’ABITO, era carica di allestimenti, arredi, nastri, tessuti, piatti, tovaglie, candele (e chi più ne ha più ne metta) che dovevano essere consegnati alla location la sera prima in modo che le mie ragazze, i miei angeli custodi – capitanate da Silvia, trovassero tutto in loco la mattina del matrimonio. E quindi…
Ore 20.00, Crabbia, l’Antica Colonia: prima consegna
Ore 21.30, Crabbia, L’Antica Colonia: seconda consegna
Ore 22.30, Pettenasco, piazzale della Chiesa: finalmente è arrivata la mia testimone, una dei due (il secondo è il mio fratellone, Roger, ndr). Dopo un lungo viaggio (Franca, la mia Amica e testimone, vive a Sassari) ce l’ha fatta e con lei Matteo, suo figlio di 3 anni e Luigi, suo marito (un po’ di più). Qualche minuto di convenevoli, occupazione della camera, PIZZA.
Ore 01.00, Omegna, Casa degli Sposi: ultimi sms con calligrafa, Silvia, Catering, Pasticcere e poi a nanna!
19 giugno 2009
Il giorno del matrimonio
Ore 7.00, Omegna, Casa degli Sposi: sveglia è il grande giorno. Per rispettare la tradizione abbiamo dormito in camere separate, ognuno usando il suo bagno rigorosamente evitando di incrociarci anche per colazione. Doccia, caffè al volo e via…si comincia!
Ore 8.00, Omegna, Diamoci un taglio: prima tappa…caffè, chiacchiere, prime previsioni (eh si il meteo il mio più grande incubo!! Ogni minuto cambiavano le previsioni, le probabilità di precipitazioni, l’umidità: un vero incubo) e prime bugie consolatorie (so riconoscerle perfettamente perché solitamente sono io – che in assoluta buona fede – cerco di diffondere buon umore anche in una giornata che non promette bene) e piega.
Ore 9.30, Omegna, Casa degli Sposi: lo sposo è finalmente uscito, ci siamo dati il cambio dal parrucchiere cercando di non incrociarci. Non è facile in una piccola città, vivendo in pieno centro, cercare di evitare qualcuno ma ce l’abbiamo fatta! Seconda doccia della giornata, prime telefonate e primi fiori.
Ore 10.30, Crabbia, L’Antica Colonia: prima tappa alla location per assicurarmi che tutto sia a posto (dopotutto sono sempre un’organizzatrice di matrimoni) e che i miei ospiti abbiamo dormito bene. Il sole splende…ma è pura illusione.
Ore 11.30, Crabbia, L’Antica Colonia: i primi ospiti. Le prime assegnazioni. Terza doccia.
Ore 13.00, Crabbia, Head Quarter: è arrivata la mamma e insieme con la mia testimone si parte direzione omegna missione trucco e parrucco.
Ore 13.30, Omegna, Diamoci un taglio: seconda tappa…il tempo è sempre peggio (a pettenasco c’era il sole a omegna….n’uragano) ma tutti, clienti comprese, cercano di rassicurarmi (in realtà io ero già abbastanza rassegnata da circa una settimana: avevo già previsto il piano B). La prima ad essere pronta sono proprio io, incredibile la sposa che deve aspettare….tre prove per franca, due pieghe per mamma. Alle 14.30 finalmente siamo tutte pettinate, belle come il sole e pronte per una nuova avventura.
Ore 14.45, Omegna, estetista: trucco (il trucco c’è ma non si vede…) e anche qui sono la prima. Mi sorge un dubbio o sono abbastanza a posto da non avere necessariamente bisogno di cure intensive o sono senza rimedio e quindi si fa quel che si può (temo la seconda).
Ore 14.50, Omegna, estetista: primi problemi. Non smette di piovere ed alla location sono tutti in panico sapendo bene che la mia festa deve essere organizzata tutta, rigorosamente, all’aperto. Una telefonata e il peggio è risolto (ricordo che è sempre il mio mestiere). Carico Franca e mammà e volo a Crabbia per risolvere la situazione personalmente.
Ore 15.10, Crabbia, L’Antica Colonia: ecco la sposa….ed ecco il panico. Ha piovuto fino a cinque minuti fa e le “maestranze” non sanno come comportarsi. Silvia si destreggia tra allestimenti, istruzioni al catering e a tutti gli altri ma è chiaro che la situazione le sta un po’ scappando di mano. Mi rendo conto che non sia facile prendere una decisione dopo che per quasi un anno ci si è sentiti ripetere che, cascasse il mondo, i buffet devono essere distribuiti qua e là tra giardini e terrazze e che la cena deve essere servita assolutamente sulla terrazza panoramica: in questo caso non esisteva piano B. Il tavolo, unico, grande, quadrato, doveva accogliere tutti i nostri 50 ospiti. Nessun' altra soluzione era ammissibile. Quadrato con allestimento centrale. Quadrato come tutti gli accessori legati al matrimonio: dalla partecipazione al sottopiatto.
Ore 15.30: la decisione più difficile…la cena andrà servita all’interno. La pioggia ormai è passata ma la minaccia incombe. Il miracolo è cominciato: in 10 ad organizzare, a spostare a ricomporre ed eccolo lì il mio bel tavolone con le 50 sedute tutte piazzate….un vero miracolo
Ore 15.45: l’incubo fotografa. La Lella, oltre ad essere una pregevolissima ad affermata fotografa, è un’amica e sapeva in partenza quanto sarebbe stato difficile mettermi in posa: mission impossibile. Ha avuto più soddisfazione con i due piccoletti di casa che si sono prestati come due veri modelli e che per questo avranno un reportage fotografico di tutto rispetto io , invece “avrò le foto che mi merito!!!”. In ogni caso ho cercato di dedicare a Lella, ed al suo professionalissimo figlio, 30 minuti del mio tempo per qualche scatto con mamma e papà e durante i preparativi (che per la cronaca ho fatto da sola, composizione del bouquet inclusa).
Ore 16.00, Crabbia, l’Antica Colonia: è arrivato lo sposo finalmente. Ora tocca a lui e a me tocca nascondermi (ancora!). vai Massi, mezz'ora di scatti e passa la paura! Siamo troppo fatti l’uno per l’altra!
Ore 16.00, Crabbia, l’Antica Colonia: arrivano gli ultimi invitati. Occupano le loro camere, si docciano, si preparano ed eccoli li tutti belli come il sole (gli uomini tutti ugualmente incravattati e le signore con quella peonia al polso, che fa molto matrimonio) pronti per seguire lo sposo verso il punto d’incontro. Eh si perché con gran meraviglia di tutti le macchine le abbiamo lasciate a casa ed abbiamo preferito le barche per muoverci tra una sponda e l’altra del lago. Il tempo nel frattempo peggiora…ahia mi sa che farò parte delle spose bagnate e fortunate. Il panico negli occhi dei camerieri (no, dobbiamo ricambiare tutta la disposizione dei buffet…aiuto!!!!!) e invece no…un temporale e passa la paura.
Ore 17.00, Crabbia, l’Antica Colonia: ultima doccia ed eccomi li pronta, vestita, truccata con il bouquet appena terminato (che fortuna fare questo lavoro, riuscire a comporre un bouquet in meno di 10 minuti, un successo). Ed ecco il mio papi, bellissimo nel suo abito gessato, emozionato come pochi con un’unica frase in bocca “oh come sei emozionata, va com’è emozionata?” ma mi sa tanto che quello emozionato era proprio lui.
Ore 17.30, Crabbia, l’Antica Colonia; un’ultima occhiata ai preparativi e via si parte ma…dov’è Silvia, e la macchina che ci deve condurre in piazza Motta. Nemmeno l’ombra. Ok, no panic! sono abituata agli imprevisti: “papà prendi le chiavi della mia macchina, si va con la mia”. La cerimonia è alle 18.00 ed io, notoriamente, sono in ritardo. Non oggi: oggi che tutti aspetterebbero che io fossi in ritardo, oggi no. Oggi sono puntuale come un orologio svizzero (piace il riferimento?). Roba da non credere.
Ore 17.45, Orta san Giulio, Parcheggio; oh no ma quelli sono Marco, Chiara ed Emma…nasconditi Sabri. Eh no, il testimone dello sposo, mia cognata e la mia nipotina che mi vedono prima degli altri. Non va mica bene. Bouquet come scudo e schiacciata sull’acceleratore. Pericolo scampato ma ora si deve correre prima che arrivino prima di noi. Mollata l’auto, via di corsa (e non scherzo) verso piazza Motta. Il tempo peggiora ancora, ma non piove.
Ore 17.55, Orta san Giulio, Imbarcadero: dobbiamo partire perché la pioggia è vicina però vedo ancora le barche ormeggiate davanti a Villa Bossi. Non sono ancora tutti disposti. Vabbè si va…si deve andare.
Ore 18.00, Orta san Giulio, lago aperto: eccoli la, tutti in piedi ad aspettarmi, tutti che mi salutano. io contraccambio ma in realtà urlo “andate, andate” perché la pioggia è minacciosa e non posso restare ancora a lungo in mezzo al lago. Nessuno capisce e continuano a scattare foto (ve ne sono grata però la pioggia…) e a salutarmi. Ok, attracchiamo lo stesso. E poi lui: Massimo, bello, bello, bellissimo sulla banchina ad aspettarmi. E finalmente attracchiamo. 

Ore 18.00, Orta san Giulio, Villa Bossi: terra ferma! Questo credo sia stato il pensiero del mio papà che non è propriamente un lupo di mare. 

Scendiamo dalla barca e sono tutti li, io mi emoziono un po’ ma cerco di resistere. In realtà mi prende una semi paresi che si protrarrà per tutta la serata. Un sorriso stampato che non voleva abbandonarmi ( ho anche pensato fosse colpa delle due maschere). Saluto tutti, Massimo (“sei bellissima” è non è per finta) i bimbi, i parenti, gli amici e poi via al braccio di papà Vittorio.
Ore 18.05, Villa Bossi: inizio della cerimonia
ore 18.10, Villa Bossi: signore e signori….la pioggia! Fuggi, fuggi generale. Io nemmeno una piega. Scattano gli ombrelli e via proseguiamo pure (vi ho detto che ero rassegnata). Tutto bello, tutto emozionante (Luca…che belle parole! Direbbe qualcuno) E tutto molto veloce. Siamo marito e moglie. Wow. Non me ne sono nemmeno accorta. Ho detto un sì un po’ strozzato (ma era l’emozione) ho confuso gli anelli (ma era l’emozione) ho stritolato la gamba di Massimo ma era sempre l’emozione….
Ore 18.30, Villa Bossi: la pioggia continua ma che la festa abbia inizio. Sono sempre un’organizzatrice di matrimoni, no? Silvia caccia la magnum….foto, baci, abbracci e..il sole: il sole e della pioggia solo un lontano ricordo. Sposa bagnata, sposa fortunata eh si dite bene….la pioggia se n’è andata ed ora ci aspetta una festa indimenticabile.
Ore 19.00, Villa Bossi, Imbarcadero: si riparte, la festa ci aspetta.
Ore 19.30, Crabbia, l’Antica Colonia: wow….da adesso non ricordo più nulla! Ma vi dirò quello che mi è stato raccontato.
E' stata una festa bellissima: un sogno, è stato tutto come doveva essere. Abbiamo festeggiato, abbiamo ri-festeggiato e abbiamo festeggiato ancora, il tutto fino al mattino e anche di più. Ma questa è un’altra storia! 


per i più curiosi
IL MATRIMONIO IN BREVE
Data: diciannovegiugno2009
Luogo: Orta San Giulio
Location: l’Antica Colonia www.anticolonia.com, Crabbia di Pettenasco
Durata dei festeggiamenti: un weekend dal venerdì alla domenica
Mezzi di trasporto: Motoscafi per gli ospiti, barca a remi per la Sposa.
Cadeaux per gli ospiti: cravatta verde per gli uomini, bracciale di raso con peonia fresca per le signore (a cura di e20lab), bolle di sapone “wedding cake” per i bimbi.
Allestimento: realizzato da e20lab, total white con una punta di verde
Tavola: tavolo unico
Tema: Milano
Menu: della tradizione milanese, con isole e cena placée
Menu a tavola: stampato in verde su cartoncino bianco ghiaccio, in italiano e milanese e posto sotto il sottopiatto in modo che si potesse leggere senza spostarlo
Tableaux de mariage: una piantina di Milano antica, disegnata a mano, applicata su un pannello di plexi sul quale sono state disegnate le linee della metropolitana ed indicate 4 delle Porte di Milano che indicavano poi i lati del tavolo con i relativi nomi.
Candele utilizzate: 250 solo sulla tavola
Fiori scelti: Peonie, Ortensie, rose avalanche e gypsophila (tutti rigorosamente bianchi), ipherycum verde
Bouquet (realizzato da e20lab): Peonie bianche ed ipherycum
favors: realizzati da e20lab nei colori del matrimonio - Cubotto 6X6 trasparente contenente 19 confetti di gusti diversi (avola regina, tenerezze al cocco, tenerezze doppio cioccolato, fondentissimo) e pistacchi confettati
Allestimento tavola (realizzato da e20lab): tutto plexiglass, dalle sedie – con cuscino - al sottopiatto, per evidenziare l’allestimento total white scelto.
Segnaposto: lega tovagliolo a ): tutto plexiglass, dalle sedie – con cuscino - al sottopiatto, per evidenziare l’allestimento total white scelto.
Stile: tutto quadrato, dalle partecipazioni ai porta candele, agli specchi, agli allestimenti tavola fino alla torta.
Torta di nozze: wedding cake a 3 piani, tutta bianca finita con fiori freschi e cuori di cioccolato bianco e marzapane in cima



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